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L'oro sale a livelli record tra le incertezze politiche

L'incertezza politica negli Stati Uniti in vista delle elezioni presidenziali si è intensificata e, insieme alle tensioni geopolitiche, sta spingendo gli investitori verso i beni "rifugio". Questa convergenza di eventi ha spinto i prezzi dell'oro a un nuovo massimo storico, proseguendo un rally che dura da quasi un mese. Anche l'argento sta vivendo "tempi d'oro", avvicinandosi ai prezzi più alti degli ultimi 12 anni.* Con le prospettive di riduzione dei tassi d'interesse, cresce l'aspettativa che nei prossimi mesi possano essere raggiunti ulteriori traguardi.[1]

L'oro sale a livelli record tra le incertezze politiche

L'oro rafforzato dalle tensioni pre-elettorali e dalla debolezza del mercato del lavoro negli Stati Uniti.

Mercoledì 30 ottobre 2024, il prezzo spot dell'oro alla borsa Comex ha raggiunto i 2.801,70 dollari l'oncia durante le ore di contrattazione asiatiche, segnando un massimo storico in quel momento. Il rialzo è stato alimentato dai persistenti disordini in Medio Oriente e dall'incertezza pre-elettorale negli Stati Uniti. Poche ore prima di raggiungere questo record, i dati hanno mostrato che le aperture di posti di lavoro negli Stati Uniti sono diminuite di 418.000 unità da agosto a settembre, scendendo a 7,443 milioni, il livello più basso da gennaio 2021. Sebbene la debolezza del mercato del lavoro aumenti la probabilità di un taglio dei tassi più rapido, al 30 ottobre i mercati azionari si aspettavano ancora un taglio dei tassi dello 0,25% a novembre. Subito dopo la pubblicazione dei dati, i prezzi dell'oro hanno registrato un leggero calo a breve termine, ma il successivo rialzo ha suggerito un graduale assorbimento dei dati da parte degli investitori.* L'attenzione si è poi spostata su un altro indicatore chiave: il PIL trimestrale degli Stati Uniti. Supponendo che le autorità continuino ad impegnarsi per stabilizzare l'inflazione al 2% entro la fine del 2025, i prezzi dell'oro potrebbero superare i 3.000 dollari l'oncia in questo arco di tempo.[2]

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Fonte: comexlive.org*

Anche l'argento vede una forte corsa del mercato

Fattori legati all'incertezza pre-elettorale e alle tensioni geopolitiche stanno sostenendo anche i prezzi degli altri metalli preziosi. Mentre l'oro ha raggiunto i massimi storici, i prezzi dell'argento si sono avvicinati al picco di 12 anni, con i futures sul Comex scambiati a circa 34,60 dollari l'oncia. L'argento è tradizionalmente considerato un'alternativa più conveniente all'oro, anche se i loro movimenti di prezzo storici non sono sempre stati molto allineati. Il platino ha toccato un massimo di cinque mesi, mentre il palladio ha raggiunto il prezzo più alto dal dicembre 2023. Poiché entrambi i metalli hanno applicazioni più ampie nell'industria e nel settore tecnologico, i loro prezzi tendono a essere più volatili, influenzati non solo dalla politica monetaria e dalle incertezze globali, ma anche dalle fluttuazioni della domanda.*

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Fonte: comexlive.org*

I sondaggi elettorali negli Stati Uniti segnalano che le elezioni americane sono un'altra cosa.I sondaggi elettorali statunitensi segnalano una gara serrata

I mercati registrano spesso una maggiore volatilità in vista di eventi politici importanti come le prossime elezioni presidenziali statunitensi. Le tensioni aumentano non solo a causa dell'indecisione dei sondaggi, ma anche per le forti differenze nei programmi politici dei candidati alla presidenza, indipendentemente dalla composizione del Congresso. In caso di vittoria di Kamala Harris, si prevede un maggiore sostegno alle società ESG e alle tecnologie emergenti, potenzialmente in grado di favorire i titoli tecnologici e il segmento AI.[3] Al contrario, Donald Trump sostiene le tecnologie tradizionali basate sui combustibili fossili. La sua vittoria potrebbe favorire l'industria manifatturiera ed energetica, mentre si prevede uno stimolo alla crescita delle grandi aziende attraverso agevolazioni fiscali.[4]

Anche le elezioni giapponesi hanno avuto un ruolo

Le elezioni parlamentari giapponesi, tenutesi il 27 ottobre, hanno visto la sconfitta del partito al governo, lasciando incerte le future decisioni di politica monetaria. Quest'anno la Banca del Giappone (BoJ) ha alzato i tassi di interesse dai precedenti livelli negativi di lunga data, anche se rimangono relativamente bassi, allo 0,25%, rispetto alle economie occidentali. Il governatore della BoJ ha sottolineato la necessità di valutare i rischi associati all'esito delle elezioni statunitensi e il loro potenziale impatto di vasta portata sui mercati internazionali. Anche i risultati delle elezioni giapponesi hanno contribuito all'incertezza, rafforzando ulteriormente i "beni rifugio" come l'oro e l'argento.*

I rischi di inflazione persistono

Al di là delle elezioni statunitensi, il conflitto in Medio Oriente e in Ucraina rimane rilevante, poiché persistono i timori di un'ulteriore escalation. Israele ha recentemente lanciato un attacco missilistico contro le infrastrutture militari iraniane e l'Iran ha promesso ritorsioni. La guerra in queste regioni comporta il rischio di un nuovo alto tasso di inflazione dovuto all'aumento dei prezzi dell'energia. Le materie prime energetiche, come il petrolio e il gas naturale, sono particolarmente sensibili alle tensioni geopolitiche, poiché sono costantemente minacciate da carenze di approvvigionamento o da sanzioni. Se l'inflazione negli Stati Uniti e in Europa dovesse tornare ai livelli elevati visti alcuni mesi fa, le banche centrali potrebbero ricorrere nuovamente a politiche monetarie restrittive. Sebbene questo scenario sia forse troppo pessimistico e alquanto improbabile, dovrebbe essere preso in considerazione.

David Matulay, analista di InvestingFox

* I dati relativi al passato non sono una garanzia di rendimenti futuri.

[1,2,3,4] Le dichiarazioni previsionali rappresentano ipotesi e aspettative attuali che potrebbero non essere accurate o si basano sull'attuale contesto economico, che potrebbe cambiare. Tali affermazioni non costituiscono una garanzia di prestazioni future. Le dichiarazioni previsionali comportano intrinsecamente rischi e incertezze perché si riferiscono a eventi e circostanze future che non possono essere previste e gli sviluppi e i risultati effettivi possono differire materialmente da quelli espressi o impliciti in qualsiasi dichiarazione previsionale.

Attenzione! Questo materiale di marketing non è e non deve essere inteso come consulenza sugli investimenti. I dati relativi al passato non sono una garanzia di rendimento futuro. Gli investimenti in valuta estera possono influenzare i rendimenti a causa delle fluttuazioni. Tutte le operazioni in titoli possono portare sia a profitti che a perdite. Le dichiarazioni previsionali rappresentano ipotesi e aspettative attuali che potrebbero non essere accurate o che si basano sull'attuale contesto economico, che potrebbe cambiare. Tali affermazioni non costituiscono una garanzia di performance futura. InvestingFox è un marchio di CAPITAL MARKETS, o.c.p., a.s. regolata dalla Banca Nazionale Slovacca.

 

Fonti:

https://tradingeconomics.com/commodity/gold

https://www.investing.com/news/commodities-news/gold-prices-hit-record-high-amid-election-jitters-rate-uncertainty-3689873

https://newpittsburghcourier.com/2024/10/09/the-carr-report-donald-trump-vs-kamala-harris-a-comparison-of-economic-policies/

https://www.investing.com/news/economy-news/what-to-look-for-at-bank-of-japans-policy-meeting-this-week-3689878

 

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JPMorgan Chase delude Wall Street: anche un utile di 15,3 miliardi di dollari è risultato inferiore alle aspettative

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Il 13 ottobre, JPMorgan Chase ha pubblicato i risultati relativi al terzo trimestre del 2026, che hanno rappresentato una delusione inaspettata per Wall Street. La più grande banca statunitense ha registrato un utile di 5,57 dollari per azione, rispetto a una stima di 5,85 dollari, e secondo i dati LSEG non è riuscita a soddisfare le previsioni sugli utili per la prima volta dal quarto trimestre del 2023. Il calo dei ricavi provenienti dai mercati obbligazionari e il rallentamento dell’investment banking hanno messo in luce i limiti alla sua crescita. Per gli investitori, la domanda chiave ora è se la banca sarà in grado di sostenere la crescita dei ricavi gestendo al contempo l’aumento dei costi.1

Lamb Weston sorprende il mercato azionario: gli utili calano del 55%, le azioni salgono del 7,5%

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Il 6 ottobre 2026, Lamb Weston, produttore di patatine fritte surgelate, ha annunciato i propri risultati, rivelando una notevole discrepanza tra gli utili dichiarati e la reazione del mercato azionario. L’utile netto è crollato del 55% su base annua, eppure gli investitori hanno reagito acquistando azioni. L’azienda ha superato le aspettative e ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero anno. La crescita delle vendite in Nord America e le misure di riduzione dei costi suggeriscono che i cambiamenti nelle operazioni aziendali stiano iniziando a dare i loro frutti. Resta tuttavia da vedere se questi progressi saranno sufficienti a risolvere i problemi all’estero. [1]

TD SYNNEX ha superato di gran lunga le aspettative: il fatturato è balzato del 38%, ma le azioni hanno registrato un calo dopo la pubblicazione dei risultati finanziari

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TD SYNNEX ha pubblicato risultati che, a prima vista, appaiono molto solidi e confermano che l’azienda sta beneficiando della crescente domanda di infrastrutture tecnologiche. A un’analisi più approfondita, tuttavia, il quadro non è del tutto chiaro. Dietro i dati record si nasconde una combinazione di rapida espansione, margini variabili e significative fluttuazioni del flusso di cassa, che gli investitori hanno iniziato a considerare con molta maggiore attenzione rispetto alla sola crescita dei ricavi. È proprio la differenza tra ciò che mostra il conto economico e ciò che sta accadendo sotto la superficie a rendere l’ultimo trimestre di TD SYNNEX una storia molto più interessante di quanto suggerirebbero i soli dati principali.

AutoZone sorprende Wall Street con i suoi risultati: l'utile per azione balza del 15%, ma il calo delle vendite rivela le difficoltà dei clienti

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AutoZone ha chiuso l'anno fiscale 2026 con risultati che a prima vista sembrano molto positivi. Nel quarto trimestre il fatturato è aumentato del 5,6% su base annua, attestandosi a 6,59 miliardi di dollari; l’utile netto è salito a 931,6 milioni di dollari e l’utile per azione ha raggiunto i 56,05 dollari, circa il 15% in più rispetto a un anno fa e al di sopra delle aspettative di Wall Street. A un’analisi più approfondita, tuttavia, emerge una certa debolezza. La crescita delle vendite comparabili è stata inferiore alle previsioni e gli appassionati americani del fai-da-te automobilistico continuano a limitare i propri acquisti.1